Il Polittico di Cima da Conegliano a Miglionico


di Rosa Maria Difigola

 

da LOGOS, le ragioni della verità

Quindicinale della Diocesi di Matera-Irsina

Anno I n. 11-12 - 18/07/2009

 

 

Il Polittico di Cima da Conegliano a Miglionico
 

La presenza del Polittico a Miglionico è un’opportunità da non perdere, unica in Basilicata: è una pregevole opera d’arte che ha sfidato oltre 500 anni di storia, senza che la sua vita travagliata ne deturpasse la stupefacente bellezza. Dipinto alla fine del 1499 da Giovanni Battista Cima, nel 1598 -  come la tradizione locale ricorda -  fu acquistato e spedito a Miglionico da Don Marcantonio Mazzone, letterato e madrigalista,  per rendere omaggio alla Basilica del suo paese di cui era stato arciprete. Ma le forme rinascimentali e i colori luminosi non concordavano con i canoni della Controriforma, pertanto le preziose tavole furono collocate nella cantoria della Collegiata. Quando la cantoria fu ricostruita, esso fu smembrato e ricomposto nell’attuale cornice barocca, fatta eseguire nel 1782 dai baroni Del Pozzo di Miglionico. Per molti anni il Polittico è stato ignorato dalla critica, finché nel 1907 il dotto M. Wackernagel lo definì opera di Cima da Conegliano e, dopo una serie di restauri, nel 1997 è stato definitivamente collocato nella Chiesa Madre . Questo capolavoro è formato da 18 pannelli di legno di pioppo, racchiusi ciascuno in una cornice e disposti in quattro ordini. Al centro, su un trono marmoreo domina la Madonna col Bambino (cm. 152x70) e sul piedistallo, sull’alzata del secondo gradino, è evidente la firma dell’artista “IOANNES BAPTISTA P 1499”. La Vergine, ammantata di un intenso azzurro cupo, regge con ambo le mani il Bambino nudo, che sta in piedi sul suo ginocchio destro, e i loro penetranti sguardi fissano il medesimo obiettivo. Ai lati di questa Madonna, dal volto soave e malinconico, che emana un’effusa dolcezza, ci sono quattro santi a figura intera: San Francesco, dall’aspetto sereno e pensieroso, che contempla il Crocifisso; San Girolamo, in lungo manto rosso, con la candida barba che termina su un libro che stringe al petto; San Pietro con le chiavi appese alla mano e concentrato nella lettura; Sant’Antonio di Padova, caratterizzato da un’espressività serena, che  sorregge con la mano destra il giglio. Nella parte superiore, a mezzo busto, avendo come sfondo solo cieli aperti percorsi da cirri piumosi, sono collocati: Santa Chiara e San Bernardino immersi in un silenzio mistico che svanisce nello sguardo e nelle forme femminili di Santa Caterina d’Alessandria e San Luigi di Tolosa, che indossa paramenti sacri. Nell’estrema fascia superiore fanno da frontone tre dipinti: al centro, tra l’Angelo Gabriele annunciante e la Vergine annunciata, da uno sfondo scuro emerge la figura dell’Imago Pietatis, Cristo morto che, con le braccia e le mani aperte,  mostra le ferite. Nella sottostante predella, completano il Polittico i Santi protomartiri francescani, ognuno dei quali ha in una mano la palma del martirio e nell’altra un libro, con una scimitarra infissa nel capo. Figure belle e severe, di una bellezza senza tempo, dai lineamenti soavi, che emanano delicati sentimenti di purezza. Creature umane santificate, degne di adorazione, inserite in sereni spettacoli naturali e avvolte da una calda atmosfera luminosa. Statue cristallizzate in paesaggi incantati, immagini che parlano… C’è chi le guarda con gli occhi dell’artista apprezzando forme, colori, luci e ombre; c’è chi, oltre ai soliti sensi, utilizza il senso della fede, le osserva e riflette con il cuore e ascolta quelle immagini e ciò che esse suggeriscono, ascoltano le risposte che danno ai nostri infiniti perché e che tendono ad avvicinarci a Dio.