Storia

CHIESA SANTA MARIA MAGGIORE (XIII – XIV)

La Chiesa Santa Maria Maggiore è situata all’incrocio di due vie, ricordo degli antichi cardus e decumanus, è isolata dalle case adiacenti e divisa in tre navate. Accanto alla Chiesa si erge il campanile, di stile romanico databile al secolo XII. Ospita attualmente 12 campane collegate tra loro in armonico concerto. Sotto il campanile una porta piccola ornata di decorazioni barocche con sulla lunetta una bella deposizione intagliata su pietra, opera di Altobello Persio. E’ stata per lungo tempo sede vescovile arricchita di pregevoli manufatti, alcuni dei quali tutt’ora sono visibili. Alla destra dell’altare è collocato l’organo barocco, pregiata opera cinquecentesca, con la cantoria decorata dal buon pennello di Fra Girolamo di Montalbano. L’edificio di origine bizantina, descritto come ”templum a secolo III erectum”, ha l’ingresso rivolto verso Roma. La navata della suddetta, per qualche secolo concattedrale di Acerenza e Matera, è alta al centro 12 metri, lunga 32 e larga 18, con quattro arcate che reggono un soffitto a vela. Arricchiscono il presbiterio la cupola e il pregevole dipinto Assunzione di Maria Santissima, attribuita alla scuola del Tintoretto.

Altri dipinti e statue ornano il Sacro e maestoso edificio e fra essi spicca il celebre Polittico di Cima da Conigliano (1499) e il Crocifisso del Padre francescano Umile da Pietralia su ordinazione del venerabile Padre Eufemio da Miglionico il quale, in segno di penitenza, lo trasportò a spalle da Palermo a Miglionico.

Il Polittico di Cima da Conigliano è formato da dipinti a olio su tavola di Cima da Conegliano, ed è conservato presso la Chiesa Santa Maria Maggiore di Miglionico. Destinato all’altare di una chiesa francescana, fu acquistato nel 1598 da Don Marcantonio Mazzone già arciprete di Miglionico e illustre musicista, letterato, precettore a Mantova del figlio del principe Vincenzo Gonzaga, San Luigi Gonzaga. Dopo alterne vicende viene ritrovato nella Chiesa di San Francesco, grazie ad un ricco agrario di Miglionico che lo colloca in una preziosa cornice barocca. Il polittico è formato da diciotto pannelli disposti in quattro ordini e raffigura al centro la Madonna col Bambino in trono. Ai lati, a figura intera: a sinistra San Francesco e San Girolamo, a destra San Pietro e Sant’Antonio da Padova. Nell’ordine soprastante, a mezzo busto, Santa Chiara d’Assisi, San Ludovico di Tolosa, San Bernardino e Santa Caterina d’Alessandria. In alto nella cimasa, il Cristo tra la Vergine Annunciata e l’angelo annunciante. Infine in basso nella predella, i santi protomartiri francescani. Manca la tavoletta centrale della predella ove, forse, era raffigurata la Natività. Nel 1782 i signori Del Pozzo di Miglionico fanno ricomporre il tutto nell’attuale cornice, aggiungendovi anche lo stemma che, nelle operazioni di restauro del 1965 andrà perduto. Il grande capolavoro ritorna a Miglionico il 10 Ottobre 1997 con grande gioia dei suoi cittadini, e grazie al profuso impegno dell’allora capo dello stato Oscar Luigi Scalfaro. Il 05 febbraio del 2011 l’opera è stata visionata dal celebre critico Vittorio Sgarbi.

 

Il SS. Crocifisso del Monastero dei frati minori di Miglionico è una pregiata scultura lignea del 1629, opera del Venerabile frà Umile da Petralia. La scultura si presenta morbida, leggera, dinamica, precisa e armonica nella anatomia; il volto triste e malinconico non appare carico d’odio per coloro i quali lo hanno beffeggiato, flagellato e crocifisso, ma evidenzia, un profondo desiderio di perdono e trasmette compostezza, umiltà, benevolenza verso l’intera umanità. Nel petto si nota una ferita dalla quale sembra schizzare sangue; il drappeggio appare vero, palpabile e così le stesse pieghe, che annodate da un lato, scendono morbide e leggere. Nel 1626 padre Eufemio da Miglionico si trovava in missione in Sicilia, nella Chiesa Santa Maria di Gesù, a Palermo. Nella notte egli sprofonda in un sonno e per volontà di Nostro Signore Gesù Cristo gli appare il triste e sconcertante evento del terremoto verificatosi a Miglionico, senza danni alle persone e cose del suo convento. Il mattino seguente si accorda con il Venerabile Frate Umile, al quale commissiona la realizzazione del Cristo Crocifisso. Dopo tre anni la scultura arriva a Miglionico, in seguito ad un viaggio durato circa un mese. Il 27 aprile del 1991, il Crocifisso, in occasione della visita pastorale del Santo Padre Giovanni Paolo II, viene posto sull’altare papale a Matera e incoronato con un serto d’oro e di rubini. Tale opera ha ispirato il regista Mel Gibson per le riprese del suo film The Passion, sostando spesso dinanzi al Crocifisso in preghiera meditando il testo aramaico di San Matteo. Padre Eufemio dopo aver stabilito la giornata penitenziale per il suo Crocifisso, ovvero il 3 maggio, ha affidato all’intera comunità cristiana di Miglionico la testimonianza di un’arte e di una spiritualità che si rinnova con l’adorazione. E ancora oggi la devozione al Crocifisso è molto presente sia nelle vecchie che nelle nuove generazioni. I gelosi custodi di questa tradizione festeggiano e ricordano ancor oggi, attraverso i secoli, la Sacra Immagine: dalle nutrite processioni devozionali per le pestilenze a quelle per la grande guerra, da quelle per la carestia a quelle per la pioggia, affinché quel messaggio d’amore verso Dio non sia mai dimenticato…

 

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